lunedì 12 ottobre 2015

OMEOPATIA: perché curarsi secondo il principio di analogia (continuazione)




Continuiamo oggi l' esame dello schema riassuntivo raffigurante la funzionalità fisio-patologica del nostro organismo, come abbiamo cominciato a fare nel post precedente:





 Osserviamo la casella "lunga" al centro dello schema con le diciture   REATTIVITA' INDIVIDUALE e TERRENO INDIVIDUALE:
questa casella "lineare" divide la tabella in una parte inferiore, di fondamentale importanza in Omeopatia, che non abbiamo ancora analizzato,  ed una parte superiore che stiamo analizzando attualmente: a questo proposito vi invito ora a rivolgere la vostra attenzione sulla prima casella del terzo rigo, dove compare la scritta ambiente interno ed il termine FENOTIPO.

Questa casella, da noi "dimenticata" nel precedente post, indica un aspetto molto importante della Medicina Omeopatica: si riferisce cioè all' insieme delle caratteristiche morfologiche, funzionali e comportamentali (= fenotipo) che costituiscono complessivamente il cosiddetto ambiente interno dell' organismo, e che condizionano la risposta individuale (sindrome reattiva) nei confronti degli stimoli (stressors) che provengono dall' ambiente esterno.

Il mantenimento dell' omeostasi dell' ambiente interno e cioè dell' equilibrio fisiologico che deve esistere tra la componente organica, quella funzionale (neuro-endocrino-immunologica) e quella psichica, le tre componenti fondamentali del nostro organismo, rappresenta il vero e "indispensabile" elemento, capace di garantirci uno stato di salute reale (e non solo apparente).

Questo "equilibrio omeostatico" risulta essere però molto delicato, ed in Fisica verrebbe definito con l'aggettivo "instabile": infatti esso è continuamente suscettibile di cambiamento, soggetto com' è alla influenza dei diversi fattori evidenziati in tabella, e soprattutto a quella dei fattori di tipo "ereditario" ed in particolare ai cosiddetti elementi "diatesici" e "costituzionali" (parte inferiore della tabella).

Questi diversi aspetti "ereditari" che sono alla base della biotipologia individuale vengono anche indicati nel loro insieme col termine GENOTIPO e dovranno essere oggetto nell' immediato futuro di una nostra attenta valutazione, data la loro importanza.




Per il momento, allo scopo di memorizzare il concetto di genotipo e di fenotipo, possiamo riferirci a questa immagine, dove il timbro con l'effige del cane rappresenta il suo "genotipo", potremmo dire l'immagine "potenziale" di quel cane (in questo caso un labrador), che dopo essere stata impressa sulla carta rappresenterà il suo fenotipo, e cioè il labrador così come si presenta nella realtà.




Un' altra immagine per indicare genotipo e fenotipo (parte inferiore e superiore della tabella):
l' albero, le cui radici al di sotto del terreno rappresentano la parte non visibile ma fondamentale (GENOTIPO), ed il cui tronco, rami e foglie rappresentano il FENOTIPO così come si presenta: in questo caso una quercia.

Riportiamoci ora alla seconda casella del terzo rigo dello schema, per concludere questo post con una domanda: qual' è in definitiva la vera finalità della "sindrome reattiva" cioè dell'insieme di tutti i sintomi soggettivi che il nostro organismo mette in atto nei confronti di qualunque stimolo (patologico o meno) esso possa ricevere ?
La risposta la daremo nel prossimo post e vedrete che non sarà scontata, ma vi saranno delle notevoli sorprese (vi lascio con la suspance). A presto!

Saluti e salute a tutti

mercoledì 7 ottobre 2015

OMEOPATIA: curarsi con la legge della similitudine. Ma perché?


Nell' ultimo post riguardante l' Omeopatia avevamo cominciato a soffermare la nostra attenzione sul pilastro fondamentale o, se preferite, sul perno centrale attorno al quale "gira" tutta la Dottrina e la Clinica Omeopatica: la legge di analogia o di similitudine.

Avevamo anche anticipato che nei post successivi avremmo esaminato più nel dettaglio questa legge.

Tuttavia, ancora prima di fare ciò, è necessario, anzi direi indispensabile, poter disporre di un inquadramento generale abbastanza chiaro riguardante quello che noi chiamiamo stato di "salute"e di "malattia", per poter comprendere bene il ruolo che l' Omeopatia può e, a mio avviso, deve giocare nell' ambito della Medicina Moderna.

Perciò, armiamoci di santa pazienza e cominciamo questo percorso preliminare. 

A questo proposito, mi sono permesso di usare come guida una tabella riassuntiva da me realizzata, a dire il vero in modo molto "artigianale", in occasione di una recente conferenza: faccio ciò perché posso così esprimere il mio personale punto di vista sull' argomento.

Non preoccupatevi del primo impatto visivo che dà l'idea di un guazzabuglio indecifrabile: vedrete che, come succede di solito, le cose sono molto più semplici di quanto sembra a primo acchito.

Devo solo avvisarvi che nell'esaminare questa tabella, per essere più chiari dovremo essere anche un po' "scolastici", e ciò ci porterà via diversi post.
 Tuttavia, per non rendere la cosa eccessivamente lunga e tediosa, questa volta pubblicherò i post che riguardano
questo argomento in un arco di tempo che risulti il più breve possibile:





Cominciamo col prendere in esame la casella centrale del secondo "rigo" della tabella, dove leggiamo la parola NOXA: questo termine deriva dal latino e significa "azione che reca danno".

Ogni qualvolta noi avvertiamo un disturbo nel nostro organismo, cerchiamo giustamente di capire cos'è stato che "ci ha fatto male" e spesso cerchiamo e "crediamo di trova e" (vedremo in seguito perché ho usato quest' espressione) la causa dei nostri disturbi nell' ambiente ESTERNO (prima casella del primo rigo della tabella).
 In realtà in molti casi risulta essere (apparentemente) proprio così: ad es. è la stagione dell' influenza e noi ci siamo "beccati" il virus influenzale, oppure un cibo avariato ci haprovocato una gastroenterite, sollevare bruscamente un peso o prendere un colpo di freddo ci può causare una lombalgia o una cervicalgia, camminare su un terreno scosceso può determinarci una distorsione alla caviglia o al ginocchio, un colpo di calore può provocarci una violenta cefalea ed anche uno stato febbrile elevato, ecc.

In poche parole c'è una causa (noxa) nell' ambiente esterno che determina l'insorgere si un insieme di sintomi, che i medici chiamano SINDROME NOSOLOGICA (seconda casella del primo rigo della tabella), che sono i sintomi propri "della malattia" (per esempio i sintomi tipici propri dell'influenza): per far "cessare" questi sintomi la medicina classica mette in atto una terapia sintomatica. La medicina classica agisce anche con la sua terapia causale nei confronti della noxa
che ha provocato il quadro sintomatologico (vedremo in seguito se è sempre utile e sufficiente procedere in questo modo).

Ma, se siamo più attenti, notiamo che i diversi pazienti rispondono alla noxa esterna, anche con un insieme di sintomi che sono tipici, caratteristici della persona malata e non più della malattia:per es. nel corso dell'influenza un paziente sarà molto agitato, mentre unaltro sarà sempre assopito, un' altro potrà essere molto pallido, uno suderà molto ed un'alto avrà la pelle asciutta, uno avrà molta sete ed un altro no, e così via...: è la SINDROME REATTIVA (casella centrale del terzo rigo della tabella) nei confronti della quale agisce prevalentemente la terapia omeopatica sintomatica (terza casella del terzo rigo della tabella).

Questa sindrome reattiva del paziente deriva dal suo TERRENO INDIVIDUALE (casella lunga centrale) ed è nei confronti di questo che si esplica l'azione della terapia omeopatica causale.
E' questo l'aspetto più interessante ed importante dell' Omeopatia, che dovremo analizzare in seguito.

Dunque una terapia, sintomatica o causale che sia, può essere realizzata sia con la medicina classica che con la medicina omeopatica: la medicina classica tratta prevalentemente i sintomi provocati dalla malattia, la medicina omeopatica tratta prevalentemente i sintomi reattivi propri del paziente.

Dobbiamo qui cominciare a precisare che medicina classica ed omeopatia non sono affatto antitetiche, ma al contrario risultano essere complementari tra di loro, e come tali devono essere considerate ed applicate.

Per ora ci fermiamo; continueremo nei prossimi post l'esame di questo schema generale.

Saluti e salute a tutti!


venerdì 11 settembre 2015

AGOPUNTURA: movimento energetico del MU (terza parte)


Oggi vogliamo focalizzare innanzitutto i tragitti ("esterni"ed "interni") della coppia di meridiani della colecisti (elemento yang) e del fegato (elemento yin) : in questi due meridiani (che fanno parte dei 12 "meridiani principali"), si realizza la circolazione energetica del movimento MU (legno), già esaminato in precedenza (vedi i relativi post).

Cominciamo dal meridiano della colecisti:



NELLE TRE IMMAGINI DI SOPRA SONO VISUALIZZATI IL TRAGITTO ESTERNO E GLI AGOPUNTI PRINCIPALI DEL MERIDIANO DELLA COLECISTI (sigla VB o "vescica biliare"): IL PUNTO" DI PARTENZA" DI QUESTO MERIDIANO E' ALL'ANGOLO ESTERNO DELL'OCCHIO (bilateralmente) ED IL PUNTO "DI ARRIVO" E' ALL'ANGOLO UNGUEALE ESTERNO DEL QUARTO DITO DEL PIEDE (sempre bilateralmente)
IN QUEST'ULTIMA IMMAGINE E' VISUALIZZATO ANCHE IL TRAGITTO "INTERNO" DEL MERIDIANO VB. (la parte tratteggiata)
Notiamo che il percorso di questo meridiano si snoda lungo la parte laterale-esterna del corpo e la direzione del flusso energetico va dall'alto verso il basso (dallo yang verso lo yin).
Tutto ciò ha un preciso significato "energetico" che chiariremo tra poco in questo post

Esaminiamo adesso il meridiano del fegato:





Questo meridiano corre sempre lateralmente, ma dal lato interno (in termine tecnico "mediale") dell'arto inferiore, sicché fa "pendant" col meridiano VB. La corrente energetica decorre qui dal basso verso l'alto (dallo yin verso lo yang). Il percorso energetico del meridiano principale del F. inizia dal piede, all'angolo ungueale esterno dell'alluce e termina nella parte laterale-anteriore del torace con l'agopunto 14F, localizzato nel sesto spazio intercostale, due costole sotto il capezzolo. Il suo "ramo interno", qui sopra raffigurato, "attraversa" il fegato ed il polmone, determinando un legame energetico tra questi due organi, e si porta in alto fino alla sommità del capo, dove raggiunge il meridiano VG ( "vaso governatore" o Du Mai, denominato anche "mare dello yang") al punto 20VG (dell' importanza di questo meridiano diremo in seguito).
E'dunque molto importante nello studio dei meridiani energetici tener conto del loro "percorso interno".


Dobbiamo fare adesso una piccola digressione, che non vorrei sembrasse soltanto un inutile gioco di parole, se teniamo presente che in Agopuntura, per analizzare la fisiologia e la patologia della circolazione energetica, dobbiamo sempre ragionare in termini di relazione (quantitativa o/e qualitativa ed assoluta o/e relativa: vedremo successivamente) tra i due elementi energetici che governano tutta lal realtà vivente: lo YIN e lo YANG (di cui vi ripropongo l'immagine simbolica) :




 Noi sappiamo, per il principio della relatività relazionale tra lo yin e lo yang, di cui abbiamo parlato nelle nostre prime chiacchierate riguardanti l'agopuntura, che la parte centrale del nostro corpo è yin rispetto alla parte laterale che è yang, la parte anteriore o ventrale è yin rispetto alla parte posteriore o dorsale che è yang, la parte inferiore (piedi, arti inferiori) è yin rispetto alla parte superiore del corpo e soprattutto rispetto alla testa che è yang (la testa risulta essere la regione più yang di tutto il corpo), il lato interno o mediale degli arti è yin rispetto al lato esterno o laterale che è yang, e naturalmente la parte profonda del corpo è yin rispetto a tutta la regione superficiale che è yang.

Abbiamo anche visto precedentemente (vedi post relativi) che il MU è il movimento energetico "di passaggio", e quindi interposto tra lo yin e lo yang.

Ciò detto, se esaminiamo il tragitto della nostra coppia di meridiani di vescica biliare e fegato, che veicolano nell' organismo l'energia del movimento MU, dovremmo ora essere in grado di capire il motivo della loro esatta localizzazione, che è proprio" a cavallo" tra la parte anteriore (yin) e quella posteriore del corpo (yang); inoltre il meridiano di VB (viscere), essendo yang rispetto al meridiano di F (organo: i visceri sono yang rispetto agli organi), è posizionato lungo tutta la parte laterale "esterna" del corpo, mentre il meridiano del fegato, essendo yin rispetto al meridiano VB, decorre sempre lateralmente tra la regione anteriore e quella posteriore del corpo, ma dal lato interno (o mediale) degli arti ed è un poco più spostato verso la regione anteriore (yin) a livello del tronco.

Il meridiano del fegato  ZU SHAO YIN (analizzeremo in seguito il significato "energetico" di questi termini) che, essendo legato all'organo-funzione fegato, è di natura yin porta l'energia dallo yin verso lo yang e quindi dal basso verso l'alto del corpo; infatti parte dal piede e giunge alla sommità del cranio col suo ramo interno.
Il meridiano della vescica biliare  ZU SHAO YANG che è legato al viscere-funzione VB, è di natura yang, ed ha il compito, per mantenere l'equilibrio energetico  nell'ambito della coppia F-VB, di riportate verso lo yin, e quindi in basso, l'energia che il meridiano del fegato aveva portato in alto (se ciò che è yin va verso lo yang, ciò che è yang va verso lo yin).

 Se con un poco di pazienza avrete seguito questi giri di parole, spero di aver cominciato a chiarire la logica della circolazione energetica nel corpo umano. Naturalmente il discorso è solo agli inizi, perché dovremo prendere in considerazione la circolazione di tutti e dodici i meridiani principali, dei "meridiani tendino-muscolari", dei "meridiani Luo longitudinali e trasversali", dei "meridiani distinti" e dei "meridiani curiosi" e mettere tutti questi in relazione tra di loro nell'ambito della grande circolazione energetica dell'organismo; ma ritengo e spero di avere tutto il tempo per fare ciò (l'importante è non avere fretta).

Interrompo per ora il discorso, per non essere prolisso, e vi rinvio al prossimo post, che riguarderà ancora necessariamente il movimento energetico MU, per poter esaminare alcune patologie comuni che riguardano questo settore energetico e quindi entrare un po' più nel più nel pratico.

Saluti e salute a tutti










martedì 8 settembre 2015

OMEOPATIA: la nascita della legge di analogia


 La legge di analogia o similitudine, come abbiamo potuto osservare in precedenti post, rappresenta 
uno dei quattro pilastri fondamentali dell' edificio della Medicina Omeopatica:  




 Possiamo affermare più precisamente che questa legge costituisce il vero fondamento dell' Omeopatia,
in quanto le altre tre "colonne" (studio del terreno individuale,individualizzazione della terapia ed uso
del dosaggio infinitesimale), ne rappresentano tre dirette"diramazioni" (vedremo in seguito il significato
di questo discorso)






 Prima di entrare più nel merito, vorrei accennare brevemente a come è nata questa legge, perché mi sembra abbastanza interessante:





S. Hanemann, padre fondatore dell' Omeopatia, vissuto a cavallo tra il settecento e l'ottocento, era
giunto all' apice della popolarità della sua carriera di medico, ma nonostante tutto era profondamente
tormentato ed insoddisfatto, perché il suo spirito di studioso non poteva condividere le pratiche mediche
dell'epoca (si trattava per lo più di salassi, clisteri, purganti e cose simili) che lui stesso, suo malgrado,
era spesso costretto a praticare.
Così, un bel giorno si rivolse ai pazienti che affollavano la sala d'attesa del suo studio, dicendo loro
pressappoco così : "signori, vi prego di andare via; non voglio più rubare i vostri soldi perché non sono
in grado di curarvi".
H. aveva così decisamente voltato pagina, dimostrando un coraggio ed un'onestà intellettuale non
indifferenti.
Per sostentare la sua numerosa famiglia (ben undici figli), data la sua conoscenza delle lingue,
aveva iniziato a fare il traduttore di opere straniere.
Un giorno, nel tradurre un famoso trattato di farmacologia dell'epoca dello scozzese Dr. Cullen, fu colpito
dall' osservazione che i lavoratori di piantagioni di china ammalavano di una forma patologica del tutto
simile alla malaria, malattia che la china stessa curava.
Lo spirito di ricercatore di H. lo portò subito a sperimentare su se stesso, cominciando ad assumere
dapprima dosi sub-tossiche e poi via via meno potenti di china, annotando scrupolosamente ciò che
succedeva di volta in volta nel proprio organismo: vide dapprima comparire i sintomi tipici della malaria
finchè, giunto ad un dosaggio molto basso (ottenuto tramite diluizioni successive), si accorse che i
sintomi regredivano rapidamente.
Da quel momento iniziò un lungo e laborioso tragitto di studio, ricerche e sperimentazioni cliniche, al
termine del quale H. poté finalmente affermare con piena cognizione di causa:



Notiamo l' uso del congiuntivo "curentur", che suona come una "raccomandazione" del Maestro (se non proprio come un imperativo) : "si curino i simili con i simili!": era nata così la legge della similitudine e con essa l' Omeopatia.

Da ora in avanti inizieremo ad esaminare più da vicino il significato e le molteplici implicazioni cliniche della legge di analogia.

SALUTI E SALUTE A TUTTI

martedì 7 aprile 2015

OMEOPATIA: l' omeostasi "individualizzata"



DAVIDE DI MICHELANGELO: L' ARMONIA DELLE FORME

L' omeostasi ideale, cioè il perfetto equilibrio di tutte le funzioni organiche in qualsiasi condizione di modificazione ambientale, rimane un punto di riferimento teorico al quale poter guardare, ma in realtà è difficilmente realizzabile "tout court".

I soggetti che meglio degli altri possono avvicinarsi a questo perfetto equilibrio fisiologico, sono quelli che abbiamo precedentemente definito cordoblasti: in essi lo sviluppo equilibrato dei foglietti embrionali durante la vita intrauterina, porta all' equilibrio ed all' armonia delle forme e delle funzioni nella vita post-natale.

Gli altri biotipi (endoblasti, mesoblasti, ectoblasti) presenteranno una maggiore variabilità individuale  nel controllo e nella regolazione delle proprie funzioni e nell' adattamento alle variazioni ambientali, dipendente dal loro particolare assetto psico-neuro-endocrino.

 Cominciamo intanto ad analizzare la struttura ed il funzionamento "standard" del sistema neuro-endocrino: il "perno centrale" di questo sistema è costituito dall' ipotalamo e dall' ipofisi, che nella loro interrelazione formano l' asse ipotalamo-ipofisario:




L'ipotalamo è una struttura del sistema nervoso centrale e riceve stimoli da tutte le altre parti del cervello, mentre l'ipofisi sta "a cavallo" ( guarda caso la sua sede anatomica è denominata "sella turcica") tra il S.N.C. ed il sistema endocrino (ormonale) di cui rappresenta il "direttore d' orchestra": è dunque nell' interconnessione anatomica e funzionale tra queste due strutture che si realizza il "trait d'union" attraverso il quale il cervello (emozionale e psico-cognitivo) influenza e condiziona il sistema ormonale, e cioè la produzione degli ormoni da parte delle ghiandole endocrine.

Nel video seguente è messa in evidenza la funzionalità dell'ipofisi e dell'epifisi (quest'ultima ghiandola, spesso "trascurata" in Medicina, è molto importante per sintonizzare il nostro ritmo biologico col ritmo biologico della natura: ne parleremo più estesamente in seguito).

Inoltre vedrete rappresentata l' attività generale del sistema endocrino, con dei chiari esempi di omeostasi ormonale.

Vi invito pertanto a visionarlo con attenzione :





Questo meccanismo regolatorio della fisiologia organica, che come vedremo più avanti, è collegato strettamente al sistema immunitario, presenta delle "varianti individuali", in rapporto alla tipologia costituzionale.

Riepilogo brevemente i vari tipi costituzionali (visti anche in post precedenti), cominciando ad associare a ciascuno di essi le proprie principali caratteristiche neuro-endocrinologiche:
BIOTIPO ENDOBLASTA O CARBONICO
In questo biotipo, definito anche brevilineo astenico, prevale, nella regolazione endocrina, la tendenza alla riduzione dell'attività ormonale della tiroide, della corticale del surrene e delle gonadi, associate ad una prevalenza funzionale delle paratiroidi e del timo; nel sistema neuro-vegetativo si ha la prevalenza del tono vagale, in relazione ad un aspetto caratterologico calmo, apatico, metodico e diligente ed ad un'aspetto intellettivo caratterizzato da un'intelligenza analitica e concreta.


le
BIOTIPO MESOBLASTA O SULFURICO
L' aspetto endocrinologico di questo biotipo, detto anche brevilineo stenico, è caratterizzato dalla iperattività delle ghiandole corticosurrenali e genitali (con eccedenza di testosterone nell'uomo e follicolina nella donna); si ha anche una prevalenza delle funzioni dell'ipofisi anteriore (che deriva dal foglietto embrionale mesodermico). Aspetto psico-caratteriologico: intelligenza realizzatrice e desiderio di agire.



BIOTIPO ECTOBLASTA O FOSFORICO: definito anche longilineo astenico.
In questo biotipo prevalgono funzionalmente, nell'ambito del sistema endocrino, la ghiandola pineale o epifisi, l'ipofisi posteriore, e la parte midollare delle ghiandole surrenali,(>adrenalina) tutte di origine dal foglietto embrionale ectodermico; nel sistema neuro-vegetativo prevale il simpatico (>adrenalina): presso questo biotipo vige , dunque, un'iper-reattività del "sistema adrenergico".
Aspetto intellettivo e caratteriologico: intelligenza "astratta", emotività.

Nella pratica esistono per lo più biotipi "misti": per es meso-endoblastico, cordo-mesoblasico, ecto-cordoblastico, ecto-endoblastico, ed esiste poi il tipo fluorico o distrofico, che è un biotipo a se stante, che esamineremo a parte.

Nei prossimi post, oltre a chiarire meglio il significato pratico di queste caratteristiche neuro-endocrinologiche, andremo ad analizzare nel dettaglio tutte le caratteristiche morfologiche e funzionali di questi biotipi; potremo così avere un' idea più precisa della effettiva consistenza della nostra reattività individuale, la cui conoscenza, come ribadisco, è di fondamentale importanza in Omeopatia nello studio della Dottrina e nell' applicazione della metodologia clinico-terapeutica.

Saluti e salute a tutti

sabato 4 aprile 2015

AGOPUNTURA: MOVIMENTO ENERGETICO DEL MU (seconda parte): vento "esterno" ed "interno"



UN MULINO A VENTO "SICILIANO": SI TROVA A TRAPANI

Il vento è l' elemento della natura che forse più di ogni altro può aiutarci a cogliere il significato pratico del termine energia,  concetto basilare, onnipresente direi come il prezzemolo, in tutto il nostro argomentare riguardante l'Agopuntura o/e l' Omeopatia.

Sappiamo che la parola energia deriva dal greco, e significa letteralmente forza interna: è la forza che anima l'intero universo ed ogni cosa esistente, si produce all'interno degli atomi, come ci insegna la fisica moderna, ed è alla base di ogni fenomeno vitale: è, insomma, la forza della vita.

Ma attenzione, l' energia ha una duplice potenzialità: costruttiva ma anche distruttiva, proprio come l'energia del vento, che è capace di accarezzarci con una piacevole brezza primaverile, ma anche di aggredirci con brutali raffiche.
Il vento, con la sua forza, è capace anche di "veicolare"ed "inglobare" le altre energie naturali (caldo, freddo,secchezza, umidità), per cui possiamo passare da un venticello fresco ("venticello de Roma..."), ad un vento gelido di tramontana, ad un fastidioso vento di scirocco, ...fino al vento violento che alimenta devastanti tempeste d' acqua, di terra e di mare.

 Tutto ciò dipende, nella concezione orientale, dal mantenimento o/e dalla perdita dell' equilibrio interno (ricordate l'omeostasi ) esistente tra le due grandi forze energetiche che governano la natura, lo yin e lo yang che, susseguendosi ed alternandosi regolarmente e ciclicamente, vanno a costituire, in natura come nell'uomo, i cosiddetti cinque movimenti energetici (già esaminati in linea generale precedentemente: vi invito eventualmente a riconsultare i relativi post).

Attualmente ci stiamo interessando (a partire dal precedente post riguardante l'Agopuntura) del movimento energetico del MU o del LEGNO.




Questa immagine potrebbe rappresentare l'azione "fisiologica" del vento di primavera, che accarezza le cime degli alberi e fornisce al mulino l'energia necessaria per il suo funzionamento.

Ma vediamo cosa può succedere quando l'energia del vento diventa preponderante:





Nel primo caso l'albero riesce a resistere alla forza del vento, grazie alla sua flessibilità ("si piega, ma non si spezza"); nel secondo caso l' energia del vento è risultata talmente potente, da riuscire a sradicare l'albero, che comunque non si è spezzato.


TROMBA D'ARIA: L' ENERGIA NATURALE DIVENTA DISTRUTTIVA


Le immagini sovrastanti dovrebbero aiutarmi ad esprimere il seguente concetto: in natura esistono energie "fisiologiche" ed energie "patologiche"; queste ultime in MTC vengono denominate energie perverse.
Le energie "fisiologiche" sono quelle che caratterizzano le varie stagioni: il vento prevale normalmente in primavera sulle altre energie climatiche, come normalmente prevale il caldo in estate, l'umidità in autunno ed il freddo in inverno.
 L'energia climatica fisiologica, con i suoi cicli stagionali e giornalieri, è senz'altro utile, anzi indispensabile al normale svolgimento di tutte le attività vitali naturali.
Quando un'energia climatica acquisisce una potenza eccessiva nell'ambito della propria stagione, e soprattutto quando ciò' avviene "fuori stagione", essa diventa "patologica" (perversa per gli orientali), e determina la rottura dell' equilibrio energetico interno dello yin e dello yang.

Piccola digressione:
L'essere umano "intelligente" (ma anche l'intelligenza è ambivalente) ha saputo utilizzare a suo vantaggio le forze fisiologiche degli elementi naturali ( soprattutto del legno, del fuoco e dell'acqua) ma poi  ha iniziato progressivamente ad esagerare nell'utilizzo (diciamo pure nello"sfruttamento") di queste energie: altra cosa, infatti, è utilizzare l'energia del vento per il funzionamento di un mulino, ben altra cosa è radere al suolo intere foreste, fosse anche per riscaldarsi, o voler "irregimentare" grandi e/o piccoli corsi d'acqua, costringendoli in percorsi e "spazi" del tutto innaturali.
Così facendo, l' "homo sapiens" ha favorito e sta favorendo la trasformazione dell' energia naturale fisiologica in energia "perversa".


ALCUNI ESEMPI DI UTILIZZAZIONE DI UN'ENERGIA NATURALE (IL VENTO) PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA:
LE "DISCUSSE" PALE EOLICHE: ESEMPI "SAGGI" DI UTILIZZAZIONE DI UNA ENERGIA NATURALE?

GLI "ALBERI EOLICI":  SAREBBERO "PIU' BELLI" RISPETTO ALLE PALE EOLICHE.  E' CERTO SOLTANTO CHE ASSICURANO UNA PRODUZIONE DI ENERGIA MOLTO INFERIORE RISPETTO ALLE PRIME


Ma torniamo alle nostre tematiche di Agopuntura:

l' energia del movimento MU (simbolicamente "legno" o "albero") si configura in un movimento energetico "di passaggio" dallo yin verso lo yang); è un'energia in fase di crescita e di espansione: l'elemento climatico naturale che ha le caratteristiche di questa particolare forma di energia è il vento, che è l'energia naturale caratteristica della primavera (stagione di passaggio dallo yin dell'inverno allo yang dell'estate)

In MTC i cinque elementi climatici fondamentali (vento, calore, umidità, secchezza e freddo) sono sempre considerati sotto il duplice aspetto di climi "esterni" ed "interni"(in rapporto all'organismo vivente) : nel nostro caso possiamo dunque parlare di un vento esterno e di un vento interno all' organismo.

Del vento esterno abbiamo visto sopra.

Il "vento interno", procedendo come già detto dallo yin verso lo yang, si "muove"dal basso del corpo verso l'alto ( la testa) e dall'interno verso l'esterno (la pelle). 
Pertanto in Agopuntura, molti tipi di cefalee (in particolare l' emicrania) e di allergie "primaverili",soprattutto le allergie da pollini, (che, guarda caso, sono "trasportati dal vento"), sono attribuite ad un disturbo della circolazione energetica di questo elemento e vengono trattate terapeuticamente di conseguenza.

Ricordiamo che i meridiani energetici interessati nel movimento del MU sono quelli di fegato e vescica biliare.
 Se andate a rivedere, nel post precedente, il "tragitto animato" del meridiano della vescica biliare, potrete rendervi già conto, in base anche a quanto detto sopra, di come, per esempio, questo meridiano sia spesso implicato nella patogenesi dell'emicrania.   



Penso che abbiamo fatto un altro piccolo passo avanti, ma per chiarire meglio le cose avremo bisogno di soffermarci ancora nei prossimi post sul movimento energetico del MU

Saluti, salute e...buona Pasqua a tutti!