martedì 8 settembre 2015

OMEOPATIA: la nascita della legge di analogia


 La legge di analogia o similitudine, come abbiamo potuto osservare in precedenti post, rappresenta 
uno dei quattro pilastri fondamentali dell' edificio della Medicina Omeopatica:  




 Possiamo affermare più precisamente che questa legge costituisce il vero fondamento dell' Omeopatia,
in quanto le altre tre "colonne" (studio del terreno individuale,individualizzazione della terapia ed uso
del dosaggio infinitesimale), ne rappresentano tre dirette"diramazioni" (vedremo in seguito il significato
di questo discorso)






 Prima di entrare più nel merito, vorrei accennare brevemente a come è nata questa legge, perché mi sembra abbastanza interessante:





S. Hanemann, padre fondatore dell' Omeopatia, vissuto a cavallo tra il settecento e l'ottocento, era
giunto all' apice della popolarità della sua carriera di medico, ma nonostante tutto era profondamente
tormentato ed insoddisfatto, perché il suo spirito di studioso non poteva condividere le pratiche mediche
dell'epoca (si trattava per lo più di salassi, clisteri, purganti e cose simili) che lui stesso, suo malgrado,
era spesso costretto a praticare.
Così, un bel giorno si rivolse ai pazienti che affollavano la sala d'attesa del suo studio, dicendo loro
pressappoco così : "signori, vi prego di andare via; non voglio più rubare i vostri soldi perché non sono
in grado di curarvi".
H. aveva così decisamente voltato pagina, dimostrando un coraggio ed un'onestà intellettuale non
indifferenti.
Per sostentare la sua numerosa famiglia (ben undici figli), data la sua conoscenza delle lingue,
aveva iniziato a fare il traduttore di opere straniere.
Un giorno, nel tradurre un famoso trattato di farmacologia dell'epoca dello scozzese Dr. Cullen, fu colpito
dall' osservazione che i lavoratori di piantagioni di china ammalavano di una forma patologica del tutto
simile alla malaria, malattia che la china stessa curava.
Lo spirito di ricercatore di H. lo portò subito a sperimentare su se stesso, cominciando ad assumere
dapprima dosi sub-tossiche e poi via via meno potenti di china, annotando scrupolosamente ciò che
succedeva di volta in volta nel proprio organismo: vide dapprima comparire i sintomi tipici della malaria
finchè, giunto ad un dosaggio molto basso (ottenuto tramite diluizioni successive), si accorse che i
sintomi regredivano rapidamente.
Da quel momento iniziò un lungo e laborioso tragitto di studio, ricerche e sperimentazioni cliniche, al
termine del quale H. poté finalmente affermare con piena cognizione di causa:



Notiamo l' uso del congiuntivo "curentur", che suona come una "raccomandazione" del Maestro (se non proprio come un imperativo) : "si curino i simili con i simili!": era nata così la legge della similitudine e con essa l' Omeopatia.

Da ora in avanti inizieremo ad esaminare più da vicino il significato e le molteplici implicazioni cliniche della legge di analogia.

SALUTI E SALUTE A TUTTI

martedì 7 aprile 2015

OMEOPATIA: l' omeostasi "individualizzata"



DAVIDE DI MICHELANGELO: L' ARMONIA DELLE FORME

L' omeostasi ideale, cioè il perfetto equilibrio di tutte le funzioni organiche in qualsiasi condizione di modificazione ambientale, rimane un punto di riferimento teorico al quale poter guardare, ma in realtà è difficilmente realizzabile "tout court".

I soggetti che meglio degli altri possono avvicinarsi a questo perfetto equilibrio fisiologico, sono quelli che abbiamo precedentemente definito cordoblasti: in essi lo sviluppo equilibrato dei foglietti embrionali durante la vita intrauterina, porta all' equilibrio ed all' armonia delle forme e delle funzioni nella vita post-natale.

Gli altri biotipi (endoblasti, mesoblasti, ectoblasti) presenteranno una maggiore variabilità individuale  nel controllo e nella regolazione delle proprie funzioni e nell' adattamento alle variazioni ambientali, dipendente dal loro particolare assetto psico-neuro-endocrino.

 Cominciamo intanto ad analizzare la struttura ed il funzionamento "standard" del sistema neuro-endocrino: il "perno centrale" di questo sistema è costituito dall' ipotalamo e dall' ipofisi, che nella loro interrelazione formano l' asse ipotalamo-ipofisario:




L'ipotalamo è una struttura del sistema nervoso centrale e riceve stimoli da tutte le altre parti del cervello, mentre l'ipofisi sta "a cavallo" ( guarda caso la sua sede anatomica è denominata "sella turcica") tra il S.N.C. ed il sistema endocrino (ormonale) di cui rappresenta il "direttore d' orchestra": è dunque nell' interconnessione anatomica e funzionale tra queste due strutture che si realizza il "trait d'union" attraverso il quale il cervello (emozionale e psico-cognitivo) influenza e condiziona il sistema ormonale, e cioè la produzione degli ormoni da parte delle ghiandole endocrine.

Nel video seguente è messa in evidenza la funzionalità dell'ipofisi e dell'epifisi (quest'ultima ghiandola, spesso "trascurata" in Medicina, è molto importante per sintonizzare il nostro ritmo biologico col ritmo biologico della natura: ne parleremo più estesamente in seguito).

Inoltre vedrete rappresentata l' attività generale del sistema endocrino, con dei chiari esempi di omeostasi ormonale.

Vi invito pertanto a visionarlo con attenzione :





Questo meccanismo regolatorio della fisiologia organica, che come vedremo più avanti, è collegato strettamente al sistema immunitario, presenta delle "varianti individuali", in rapporto alla tipologia costituzionale.

Riepilogo brevemente i vari tipi costituzionali (visti anche in post precedenti), cominciando ad associare a ciascuno di essi le proprie principali caratteristiche neuro-endocrinologiche:
BIOTIPO ENDOBLASTA O CARBONICO
In questo biotipo, definito anche brevilineo astenico, prevale, nella regolazione endocrina, la tendenza alla riduzione dell'attività ormonale della tiroide, della corticale del surrene e delle gonadi, associate ad una prevalenza funzionale delle paratiroidi e del timo; nel sistema neuro-vegetativo si ha la prevalenza del tono vagale, in relazione ad un aspetto caratterologico calmo, apatico, metodico e diligente ed ad un'aspetto intellettivo caratterizzato da un'intelligenza analitica e concreta.


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BIOTIPO MESOBLASTA O SULFURICO
L' aspetto endocrinologico di questo biotipo, detto anche brevilineo stenico, è caratterizzato dalla iperattività delle ghiandole corticosurrenali e genitali (con eccedenza di testosterone nell'uomo e follicolina nella donna); si ha anche una prevalenza delle funzioni dell'ipofisi anteriore (che deriva dal foglietto embrionale mesodermico). Aspetto psico-caratteriologico: intelligenza realizzatrice e desiderio di agire.



BIOTIPO ECTOBLASTA O FOSFORICO: definito anche longilineo astenico.
In questo biotipo prevalgono funzionalmente, nell'ambito del sistema endocrino, la ghiandola pineale o epifisi, l'ipofisi posteriore, e la parte midollare delle ghiandole surrenali,(>adrenalina) tutte di origine dal foglietto embrionale ectodermico; nel sistema neuro-vegetativo prevale il simpatico (>adrenalina): presso questo biotipo vige , dunque, un'iper-reattività del "sistema adrenergico".
Aspetto intellettivo e caratteriologico: intelligenza "astratta", emotività.

Nella pratica esistono per lo più biotipi "misti": per es meso-endoblastico, cordo-mesoblasico, ecto-cordoblastico, ecto-endoblastico, ed esiste poi il tipo fluorico o distrofico, che è un biotipo a se stante, che esamineremo a parte.

Nei prossimi post, oltre a chiarire meglio il significato pratico di queste caratteristiche neuro-endocrinologiche, andremo ad analizzare nel dettaglio tutte le caratteristiche morfologiche e funzionali di questi biotipi; potremo così avere un' idea più precisa della effettiva consistenza della nostra reattività individuale, la cui conoscenza, come ribadisco, è di fondamentale importanza in Omeopatia nello studio della Dottrina e nell' applicazione della metodologia clinico-terapeutica.

Saluti e salute a tutti

sabato 4 aprile 2015

AGOPUNTURA: MOVIMENTO ENERGETICO DEL MU (seconda parte): vento "esterno" ed "interno"



UN MULINO A VENTO "SICILIANO": SI TROVA A TRAPANI

Il vento è l' elemento della natura che forse più di ogni altro può aiutarci a cogliere il significato pratico del termine energia,  concetto basilare, onnipresente direi come il prezzemolo, in tutto il nostro argomentare riguardante l'Agopuntura o/e l' Omeopatia.

Sappiamo che la parola energia deriva dal greco, e significa letteralmente forza interna: è la forza che anima l'intero universo ed ogni cosa esistente, si produce all'interno degli atomi, come ci insegna la fisica moderna, ed è alla base di ogni fenomeno vitale: è, insomma, la forza della vita.

Ma attenzione, l' energia ha una duplice potenzialità: costruttiva ma anche distruttiva, proprio come l'energia del vento, che è capace di accarezzarci con una piacevole brezza primaverile, ma anche di aggredirci con brutali raffiche.
Il vento, con la sua forza, è capace anche di "veicolare"ed "inglobare" le altre energie naturali (caldo, freddo,secchezza, umidità), per cui possiamo passare da un venticello fresco ("venticello de Roma..."), ad un vento gelido di tramontana, ad un fastidioso vento di scirocco, ...fino al vento violento che alimenta devastanti tempeste d' acqua, di terra e di mare.

 Tutto ciò dipende, nella concezione orientale, dal mantenimento o/e dalla perdita dell' equilibrio interno (ricordate l'omeostasi ) esistente tra le due grandi forze energetiche che governano la natura, lo yin e lo yang che, susseguendosi ed alternandosi regolarmente e ciclicamente, vanno a costituire, in natura come nell'uomo, i cosiddetti cinque movimenti energetici (già esaminati in linea generale precedentemente: vi invito eventualmente a riconsultare i relativi post).

Attualmente ci stiamo interessando (a partire dal precedente post riguardante l'Agopuntura) del movimento energetico del MU o del LEGNO.




Questa immagine potrebbe rappresentare l'azione "fisiologica" del vento di primavera, che accarezza le cime degli alberi e fornisce al mulino l'energia necessaria per il suo funzionamento.

Ma vediamo cosa può succedere quando l'energia del vento diventa preponderante:





Nel primo caso l'albero riesce a resistere alla forza del vento, grazie alla sua flessibilità ("si piega, ma non si spezza"); nel secondo caso l' energia del vento è risultata talmente potente, da riuscire a sradicare l'albero, che comunque non si è spezzato.


TROMBA D'ARIA: L' ENERGIA NATURALE DIVENTA DISTRUTTIVA


Le immagini sovrastanti dovrebbero aiutarmi ad esprimere il seguente concetto: in natura esistono energie "fisiologiche" ed energie "patologiche"; queste ultime in MTC vengono denominate energie perverse.
Le energie "fisiologiche" sono quelle che caratterizzano le varie stagioni: il vento prevale normalmente in primavera sulle altre energie climatiche, come normalmente prevale il caldo in estate, l'umidità in autunno ed il freddo in inverno.
 L'energia climatica fisiologica, con i suoi cicli stagionali e giornalieri, è senz'altro utile, anzi indispensabile al normale svolgimento di tutte le attività vitali naturali.
Quando un'energia climatica acquisisce una potenza eccessiva nell'ambito della propria stagione, e soprattutto quando ciò' avviene "fuori stagione", essa diventa "patologica" (perversa per gli orientali), e determina la rottura dell' equilibrio energetico interno dello yin e dello yang.

Piccola digressione:
L'essere umano "intelligente" (ma anche l'intelligenza è ambivalente) ha saputo utilizzare a suo vantaggio le forze fisiologiche degli elementi naturali ( soprattutto del legno, del fuoco e dell'acqua) ma poi  ha iniziato progressivamente ad esagerare nell'utilizzo (diciamo pure nello"sfruttamento") di queste energie: altra cosa, infatti, è utilizzare l'energia del vento per il funzionamento di un mulino, ben altra cosa è radere al suolo intere foreste, fosse anche per riscaldarsi, o voler "irregimentare" grandi e/o piccoli corsi d'acqua, costringendoli in percorsi e "spazi" del tutto innaturali.
Così facendo, l' "homo sapiens" ha favorito e sta favorendo la trasformazione dell' energia naturale fisiologica in energia "perversa".


ALCUNI ESEMPI DI UTILIZZAZIONE DI UN'ENERGIA NATURALE (IL VENTO) PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA:
LE "DISCUSSE" PALE EOLICHE: ESEMPI "SAGGI" DI UTILIZZAZIONE DI UNA ENERGIA NATURALE?

GLI "ALBERI EOLICI":  SAREBBERO "PIU' BELLI" RISPETTO ALLE PALE EOLICHE.  E' CERTO SOLTANTO CHE ASSICURANO UNA PRODUZIONE DI ENERGIA MOLTO INFERIORE RISPETTO ALLE PRIME


Ma torniamo alle nostre tematiche di Agopuntura:

l' energia del movimento MU (simbolicamente "legno" o "albero") si configura in un movimento energetico "di passaggio" dallo yin verso lo yang); è un'energia in fase di crescita e di espansione: l'elemento climatico naturale che ha le caratteristiche di questa particolare forma di energia è il vento, che è l'energia naturale caratteristica della primavera (stagione di passaggio dallo yin dell'inverno allo yang dell'estate)

In MTC i cinque elementi climatici fondamentali (vento, calore, umidità, secchezza e freddo) sono sempre considerati sotto il duplice aspetto di climi "esterni" ed "interni"(in rapporto all'organismo vivente) : nel nostro caso possiamo dunque parlare di un vento esterno e di un vento interno all' organismo.

Del vento esterno abbiamo visto sopra.

Il "vento interno", procedendo come già detto dallo yin verso lo yang, si "muove"dal basso del corpo verso l'alto ( la testa) e dall'interno verso l'esterno (la pelle). 
Pertanto in Agopuntura, molti tipi di cefalee (in particolare l' emicrania) e di allergie "primaverili",soprattutto le allergie da pollini, (che, guarda caso, sono "trasportati dal vento"), sono attribuite ad un disturbo della circolazione energetica di questo elemento e vengono trattate terapeuticamente di conseguenza.

Ricordiamo che i meridiani energetici interessati nel movimento del MU sono quelli di fegato e vescica biliare.
 Se andate a rivedere, nel post precedente, il "tragitto animato" del meridiano della vescica biliare, potrete rendervi già conto, in base anche a quanto detto sopra, di come, per esempio, questo meridiano sia spesso implicato nella patogenesi dell'emicrania.   



Penso che abbiamo fatto un altro piccolo passo avanti, ma per chiarire meglio le cose avremo bisogno di soffermarci ancora nei prossimi post sul movimento energetico del MU

Saluti, salute e...buona Pasqua a tutti!

sabato 28 marzo 2015

L' OMEOSTASI

Il nostro organismo è paragonabile ad una grande orchestra: i singoli orchestrali rappresentano le cellule che compongono i nostri organi e visceri, le varie sezioni ( "archi", "fiati" ecc.) rappresentano i vari apparati (cardio-circolatorio, respiratorio ecc.), il direttore d'orchestra rappresenta il sistema P.N.E.I. (psico-neuro-endocrino-immunitario) che dirige e coordina il tutto.

Nell' orchestra ogni strumento deve essere sintonizzato e sincronizzato con tutti gli strumenti della propria e delle altre sezioni; inoltre, è necessario che i diversi settori dell' orchestra, siano sempre in relazione reciproca tra di loro, in un equilibrio dinamico, fatto di efficaci contrapposizioni sonore e melodiche, tali da determinare, sotto la guida esperta del direttore d' orchestra, un convincente e godibile effetto armonico generale.




Fuori dalla metafora e molto sinteticamente, possiamo affermare che, nel nostro organismo, le singole cellule, tessuti, organi, ed apparati, non devono essere mai considerati isolatamente, ma come parti integranti di un unico grande "insieme funzionale", il cui equilibrio è determinato dall'attività coordinatrice del sistema psico-neuro-endocrino-immunitario"


IL "DIRETTORE D'ORCHESTRA:

Il "lavoro d' equipe" che si realizza  dalla sinergia funzionale esistente tra sistema nervoso (neurotrasmettitori), sistema endocrino (ormoni) e sistema immunitario (anticorpi), determina la formazione di un unico grande sistema integrato di controllo e regolazione delle funzioni organiche, denominato P.N.E.I.
La branca della medicina moderna che studia questo sistema è la psico-neuro-endocrino-immunologia.









IL sistema PNEI (sistema psico-neuro-endocrino-immunitario) dirige la grande orchestra del corpo umano nell' esecuzione del concerto della vita, controllando le varie funzioni organiche mediante meccanismi di regolazione e contro-regolazione (feedback e feedback negativi), messi in atto soprattutto al variare delle condizioni dell' ambiente esterno (inteso in senso lato come ambiente climatico, sociale, di lavoro, familiare, abitudini alimentari ecc.).


Il mantenimento dell' equilibrio dell' "ambiente interno" (milieu intereur degli autori francesi) che viene in tal modo garantito al variare delle condizioni dell' "ambiente esterno" è denominato in Medicina OMEOSTASI e corrisponde a quella condizione che noi chiamiamo stato di salute.



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Ma cosa c'entra l' Omeopatia in tutto ciò : moltissimo, e cercherò di dirvi perché.


Quando abbiamo esaminato brevemente le quattro regole di base della Medicina Omeopatica, che abbiamo chiamato "i pilastri fondamentali" dell' O., abbiamo visto che uno di questi pilastri era rappresentato dal cosiddetto principio di individualizzazione.
Questo principio, da applicare in maniera assolutamente prioritaria, per poter successivamente impostare una corretta terapia omeopatica, indica la necessità di conoscere e studiare il terreno individuale del paziente, costituito dalla risultanza dell' unione delle sue diatesi (genotipo) con la sua costituzione (fenotipo). La costituzione va valutata in chiave dinamica sia sotto l'aspetto morfologico che sotto l'aspetto funzionale, nel senso che forma e funzione sono le due facce della stessa medaglia.

Ebbene, il sistema PNEI, visto sopra, altro non è che la faccia funzionale (= psico-neuro-endocrino-immunitaria) della costituzione, ed è strettamente legata all' aspetto diatesico del soggetto: in altri termini ognuno di noi presenta alla nascita un determinato genotipo (assetto genetico) al quale corrisponderà nel corso della vita un determinato fenotipo e cioè una determinata costituzione psico-fisica.

In realtà l'esempio che ho fatto all'inizio, dell' organismo umano visto come un'orchestra, va un poco modificato, in quanto non esiste una sola orchestra con un solo repertorio, ma ognuno di noi può essere considerato come una orchestra specifica, col suo proprio repertorio, diverso da tutti gli altri, e col suo proprio direttore!
Ne consegue che l' attività del nostro sistema di regolazione PNEI, volta a mantenere l' omeostasi organica, si differenzia da un individuo all' altro in base alla propria costituzione di appartenenza, e conseguentemente va modulata in maniera specifica per ciascuno, quando dovesse manifestare delle anomalie  di funzionamento.
 Questa azione di modulazione specifica della omeostasi individuale non può che essere messa in atto dalla Medicina Omeopatica, proprio in rapporto al suo peculiare meccanismo d'azione.

 Sono questi i termini generali della questione; nei prossimi post cercheremo di introdurci gradualmente sempre più nello specifico.

Per il momento abbandoniamo la tematica dell' Omeopatia, perché vorrei chiarirvi meglio il concetto di omeostasi.

L'omeostasi "generale"dell' organismo, regolata dal sistema PNEI, è in pratica la sommatoria delle tante omeostasi "specifiche" di ogni singolo elemento che risulti essere necessario per il normale svolgimento delle funzioni vitali, come ad es. l'omeostasi dell' equilibrio idro-elettrolitico, dell' equilibrio acido-basico (ph), della regolazione della temperatura corporea, della glicemia, della pressione arteriosa, dell'attività ormonale, dei sali minerali, di elementi quali il calcio, il fosforo, il sodio, il potassio, il ferro, di proteine come l'emoglobina, e così via.

Vediamo ora qualche esempio, con l' aiuto di alcuni video e diagrammi:

Primo video (cliccare) :







Secondo video:
IL GLUCOSIO NEL SANGUE. OMEOSTASI - Rai Scuola









Terzo video:
IL LIVELLO IDRICO NEL CORPO UMANO. OMEOSTASI - Rai Scuola












Propongo ora per gli interessati, delle slides riguardanti l' omeostasi dei cosiddetti "magnifici sette": CALCIO, FOSFORO, SODIO, POTASSIO, FERRO, MAGNESIO, CLORO (cliccare sul link)
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Se avete seguito tutti i video e le slides, oltre ai grafici, per questa volta avete fatto una bella scorpacciata, per cui penso di potermi fermare.

Saluti e salute a tutti; alla prossima!...(cercherò di fare in modo che sia abbastanza tale)


sabato 28 febbraio 2015

GB - GALL BLADDER MERIDIAN


Questo post, contenente il video animato del tragitto energetico del meridiano della vescica biliare,
è integrativo del post precedente, che ho pubblicato ieri col titolo: IL MOVIMENTO ENERGETICO DEL MU (prima parte)


b
La prossima volta vi illustrerò le caratteristiche peculiari e le implicazioni terapeutiche di questo tragitto energetico (che come potete notare interessa tra l'altro tutta la regione laterale della testa...)
Buona visione!

IL MOVIMENTO ENERGETICO DEL MU (prima parte)


Ricordate la teoria dei cinque movimenti energetici, di cui abbiamo parlato in un precedente post?

Per agevolare il ricordo, vi ripropongo uno schema riepilogativo:



Questa teoria, chiara agli orientali fin dall'antichità, risulta essere basilare in M.T.C.: 
essa è nata dalla scrupolosa ed acuta osservazione della realtà, cui è conseguito lo studio attento delle leggi energetiche che regolano, sia in condizioni fisiologiche che patologiche, il manifestarsi dei vari fenomeni vitali, nell'universo naturale come nell'uomo, che della natura è parte integrante (microcosmo nel macrocosmo)

Da oggi, cerchiamo di entrare meglio nel merito di questo studio, cominciando a prendere in considerazione   
il movimento energetico del MU.




Questo movimento (che noi traduciamo col termine legno, ma sarebbe più opportuno tradurre col termine albero) è posto tra il movimento del SHUI  (acqua, YIN) e quello dell' HUO (fuoco, YANG):
l' ideogramma del MU è rappresentato per l'appunto da un albero, col le sue radici (le tre linee inferiori) ed il tronco (linea verticale superiore) che si erge verso il cielo, al di sopra della linea che rappresenta la superficie terrestre (linea centrale orizzontale):


Traducendo l'ideogramma con un disegno schematico più chiaro, possiamo vedere come l'albero, che fiorisce in primavera, ben rappresenti quella "qualità" dell'energia che in natura costituisce la fase di passaggio dallo yin allo yang:



Le robuste radici, ben infisse nel terreno (yin) , consentono all'albero di potersi librare con i suoi rami flessibili verso il cielo (yang) 



L' immagine dell' albero mi induce ad accantonare momentaneamente il discorso sul movimento energetico del Mu, per aprire una parentesi di carattere generale su una visione d'insieme dei movimenti energetici naturali, che ritengo abbastanza importante:

come l'albero, l'uomo rappresenta un "trait d'union" energetico tra l'energia yin, che assume dalla terra (vedi anche alimentazione) e l'energia yang, che assume dal cielo (vedi anche respirazione). 

Queste due qualità di energia (yin e yang) circolano nell'organismo umano e consentono la vita


L'evoluzione del ciclo vitale dell'uomo, come di ogni essere vivente, è la prima fondamentale espressione di un circuito energetico naturale: nella prima parte della vita, dalla nascita alla maturità, si ha il passaggio dallo yin verso lo yang  (fase di crescita: primavera della vita); nella fase di maturità si raggiunge la pienezza dello yang (estate della vita); quindi inizia la fase di ritorno dallo yang verso lo yin (autunno della vita), per ricongiungersi infine alla stessa terra che aveva dato all'uomo le radici per vivere e crescere.

 Questo circuito energetico generale si ripropone continuamente in natura col ciclo delle stagioni e dei giorni: 

 ad ogni ciclo annuale si passa da una fase energetica che chiameremo "a bassa frequenza"(inverno) ad una fase di incremento della frequenza energetica (primavera), fino ad una fase che definiremo ad alta frequenza energetica (estate), per poi ritornare ad una riduzione progressiva della stessa in autunno.  Ogni giorno,inoltre, con l'alba e col tramonto, con il mezzogiorno e con la mezzanotte, si ripete la stessa evoluzione ciclica: se così non fosse non ci sarebbe neanche possibilità di vita: pensiamo per esempio a cosa potrebbe succedere in una situazione di temperature perennemente calde (yang) o perennemente fredde (yin)

la luna ed il sole: lo yin e lo yang celesti


Ritorniamo al movimento o insieme energetico del MU: 

nel grafico di sopra, che riassume i vari movimenti energetici, è il movimento posto tra quello dell'acqua e quello del fuoco (a sinistra di chi guarda).

E' la "qualità" di energia tipica in natura della stagione primaverile e nel ciclo giornaliero corrisponde al momento dell'alba (passaggio dal buio alla luce).
 E' un'energia che va dallo yin verso lo yang, mobile, in movimento verso l'alto, ma in modo discontinuo, direi "a sbuffi".
E' l'energia tipica del vento, che risulta essere l'elemento climatico preponderante in primavera (vento esterno).
 In medicina cinese si parla anche di vento "interno" all'organismo, che determina disturbi fugaci, ma anche intensi come improvvisi crampi muscolari, o come dolori "erratici" che si spostano facilmente da un'articolazione all'altra o da un distretto all'altro dell'organismo ecc. (questo "vento interno" spesso si associa al altri "climi interni" come "freddo", "caldo" o "umidità", ma di tutto questo dovremo parlare meglio in seguito). 
Questa energia tipo"vento" aggredisce principalmente il meridiano della vescica biliare e del fegato, cioè i meridiani del viscere (FU) e dell'organo (ZANG) che fanno parte primariamente dell'"insieme energetico" del MU. In realtà è meglio parlare di "viscere-funzione" ed "organo-funzione"anziché semplicemente di viscere ed organo, perché è l'aspetto funzionale energetico più di quello anatomico che ci interessa in Agopuntura.

Ricordiamo che ogni "insieme energetico" comprende, all'interno dell'organismo, principalmente un organo (yin) ed un viscere (yang) accoppiati, con i loro rispettivi canali energetici o meridiani, e correlati energicamente ad un tessuto anatomico ed ad un organo di senso specifici; inoltre è molto importante considerare che ad ogni insieme energetico somatico corrisponde un determinato aspetto psico-mentale ed emotivo.
L'insieme del MU comprende, oltre all' "organo-funzione" fegato ed al "viscere-funzione" vescica biliare, il tessuto anatomico muscolare, considerato sotto l'aspetto della contrattilità, e le unghie, l'organo di senso della vista (occhi); come elementi esterni all'organismo che riguardano il MU, prendiamo in considerazione il vento, già citato, il verde in tutte le sue sfumature (fino al verde bluastro) colore che predomina in natura in primavera, il sapore acre (il sapore rappresenta l'energia di un alimento e"tonifica" il movimento energetico corrispondente: ne consegue che in dietologia, secondo i dettami della medicina cinese, non sono importanti soltanto le "calorie" degli alimenti...)

Il movimento mentale del MU è denominato HUN: se è equilibrato induce flessibilità caratteriale ed ascesa interiore, analogamente ai lunghi rami di un albero che si lasciano cullare dal vento (foto sopra), mentre quando è disturbato, porta ad accessi di collera ( l'energia che "sale sbuffando").

Mi rendo conto che, considerando le mie abitudini, oggi rischio di diventare prolisso, per cui vi rimando ad una "seconda puntata" sullo stesso argomento, dove parleremo, tra l'altro, di alcune applicazioni terapeutiche pratiche di queste teorie.

Vi invito, però, a guardare con attenzione i tragitti dei meridiani del fegato e della vescica biliare nei due video che seguono: in particolare osservate come il meridiano della vescica biliare (cliccate sul primo link), segua un andamento laterale, intermedio tra la regione anteriore (yin) e quella posteriore (yang) del corpo, e compia dei "zig-zag" ripetuti tra queste due regioni, soprattutto a livello del tronco: ciò ad indicare anche "topograficamente" la "qualità energetica" del MU che è esattamente intermedia tra lo yin e lo yang (yang di yin = yin che va verso lo yang).










Saluti e salute a tutti!

lunedì 9 febbraio 2015

Trattamento agopunturale delle neuropatie periferiche





Propongo per gli interessati, in "modalità estemporanea", questo interessante lavoro riguardante il trattamento delle neuropatie periferiche mediante l'agopuntura: la trattazione è indicata per gli "addetti ai lavori", ma può senz'altro incuriosire un pubblico più vasto, anche per avere un'idea generale del modo di "ragionare" in Medicina Tradizionale Cinese: cliccate sul link sottostante e...buona lettura!

http://www1.popolis.it/umab/uploaddocumenti/2008/3_190_ECVGCVEIBBTN.pdf

A breve riprenderemo il nostro  cammino abituale.

Saluti e salute a tutti